Toni Moretto e le ceramiche "Lo Scricciolo"
Nato a Monticello Conte Otto il 24 giugno 1929.
Già
da piccolo si divertiva a modellare la creta che trovava nei
campi del suo paese e così la passione lo portò
ad ottenere la maturità artistica a Venezia, i suoi compagni
erano personaggi come Licata, Celiberti, Parmeggiani, De Luigi
e altri artisti che sarebbero diventati poi famosi.
Pur avendo la possibilità dopo gli studi di insegnare
disegno preferì iscriversi ai corsi di ceramica che si
tenevano a Vicenza dove insegnava il pittore Otello De Maria
e lo scultore Giordani.
Frequentò così i corsi per circa due anni dopo
di chè dovette partire per la leva nel 1951.
Durante i corsi Otello De Maria notò le sue capacità
plastiche e fu così che gli propose di andare a lavorare
nella ditta Ceramiche Palladio in Via San Marcello a
Vicenza, che era proprio in quegli anni in via di costituzione,
oltre Otello De Maria nella conduzione della ditta partecipava
Gigi Tomasi che però non era un ceramista ma un attore.
Oltre a Toni Moretto cominciò nello stesso periodo anche
Giovanni Duso, nel corso degli anni la ditta si ingrandì
fino ad arrivare a una quindicina di dipendenti. La produzione
della Palladio spaziava dai piatti decorativi con soggetti zoomorfi,
vedute di Vicenza alle figurine modellate interamente o parzialmente
a mano.
Nel 1957/58, Toni Moretto andò a lavorare da Girardi
presso le Ceramiche Diana a Vicenza in zona San Bortolo,
la Toni ebbe l'opportunità di avere a disposizione uno
studio tutto suo dove preparare i modelli ma anche i pezzi unici
in totale libertà, nello stesso periodo ebbe l'opportunità
di fare una mostra a Verona con le Ceramiche Diana, questo denota
la connotazione artistica della produzione.
Nel
1958/59, finalmente Toni Moretto assieme a Giovanni
Duso e Adriano Colombo, uscirono dalla "Diana"
e fondarono a Milano "Lo Scricciolo" Milano
per vari motivi dava loro delle possibilità in più
di potersi fare largo tra la concorrenza che anche a quegli
anni era molto "agguerrita", il primo anno passò
non privo di difficoltà ma la perseveranza fece loro
attraversare questo periodo e finalmente cominciarono gli anni
buoni, la produzione era prevalentemente fondata sui pezzi unici
interamente o parzialmente realizzati a mano, seppure venissero
ripetuti in serie non vi era un pezzo che potesse essere uguale
ad un altro. I pezzi erano prevalentemente realizzati in terraglia
tenera ma anche in refrattario ed il decoro era realizzato a
colori sotto cristallina sia opaca che lucida.
Rimasero così a Milano fino ad agosto 1962, poi si trasferirono
a Longara nella riviera Berica dove costruirono un capannone,
in quel periodo cominciarono a partecipare alla fiera di Milano
e fu così che iniziarono ad esportare anche all'estero
specialmente negli Stati Uniti dove Toni Moretto andò
anche per fare delle dimostrazioni in negozi specializzati per
far conoscere al pubblico come i pezzi venivano realizzati,
la fortuna loro fu anche quella di incontrare un importatore
che oltre ad essere un buon compratore era un amante del "made
in Italy" anche per le sue origini italiane, la ditta era
la Franco Neri Inc. di New York che aveva un negozio nella prestigiosa
5°. Strada, il cliente investì molto denaro nella
promozione dello Scricciolo aumentandone così il valore
aggiunto dei pezzi, ogni più piccolo articolo era firmato
e accompagnato da un libricino/garanzia con la presentazione
dell'azienda. Il cliente arrivò addirittura ad offire
allo Scricciolo un "bonus" se riuscivano a produrre
di più, richiesta comunque piuttosto ardua da soddisfare
visto la grande sensibilità e capacità richiesta
per produrre oggetti di così alto contenuto artistico.
Molti di questi pezzi erano scenette di vita comune e umoristiche
che la capacità del Moretto riusciva ad animare e dare
un'espressività che riesce a generare nella persona che
lo guarda simpatia e spesso un sorriso, si può dire che
"ceramica umoristica" sia la sua definizione più
azzeccata.
Tornando alla produzione di quegli anni, gli Stati Uniti furono
per Lo Scricciolo il mercato che fece maturare anche a livello
commerciale la loro offerta e così cominciarono ad esportare
anche in Australia e Giappone continuando ad essere invitati
per dimostrazioni in gallerie e negozi di importanti città.
Così lo Scricciolo riuscì a portare in molte case
del mondo non solo il "made in Italy" ma soprattutto
oggetti che danno a chi li possiede gioia e simpatia.
Lo Scricciolo cessò la sua attività nel 1993.
Ora libero da vincoli commerciali e produttivi, Toni Moretto
continua a produrre le sue opere umoristiche, satiriche e addirittura
"serie" continuando a prendere spunto dagli eventi
più o meno pubblici che il mondo e la vita ci propongono.
Danilo
Rigon - Dicembre 2002,
io e Toni Moretto.